Che cos’è la città?

jodice1

CITAZIONI 

È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.

(Italo Calvino)

Le innaturali concentrazioni metropolitane non colmano alcun vuoto, anzi lo accentuano. L’uomo che vive in gabbie di cemento, in affollatissime arnie, in asfittiche caserme è un uomo condannato alla solitudine.

(Eugenio Montale)

La città esiste in virtù dell’immaginario che suscita e che vi fa ritorno, che essa alimenta e di cui si nutre, cui dà vita e che la fa rinascere in ogni istante.

(Marc Augé)

Oggi ti sei svegliato nello stesso momento in cui si sveglia tutta la città. Quando il concerto umano (il rombo del traffico, il clangore delle serrande, il battere dei passi) sale sempre più forte. Quando la gente va a lavorare, i bambini a scuola, tutto sembra fresco e nuovo, e tutti sembrano partecipi dello stesso ritmo, membri della stessa comunità.

(Michele Serra)

Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall’ampiezza della sua visione e dall’altezza dei suoi sogni.

(Herb Caen)

Calore. Ecco che cosa significano per me le città grosse. Si scende dal treno, si esce dalla stazione e si è presi dalla scalmana. Il calore dell’aria, del traffico, della gente. Il calore del cibo e del sesso. Il calore dei grattacieli. Il calore che esce dalla metropolitana e dalle gallerie. Nelle città grosse ci sono almeno cinque gradi di piú. Il calore si leva dai marciapiedi e cala dal cielo inquinato. Gli autobus sbuffano calore.”

(Don DeLillo)

Le città portano le stigmate del passare del tempo, occasionalmente le promesse delle epoche future.

(Marguerite Yourcenar)

Nelle città grandi, tu sei lontano dal bello; perché il bello non ha più luogo nessuno nella vita degli uomini. Sei lontano anche dal vero: perché nelle città grandi ogni cosa è finta, o vana. Di modo che ivi, per dir così, tu non vedi, non odi, non tocchi, non respiri altro che falsità, e questa brutta e spiacevole. Il che agli spiriti delicati si può dire che sia la maggior miseria del mondo.”
(Giacomo Leopardi)

La città è una stupenda emozione dell’uomo. La città è un’invenzione, anzi: è l’invenzione dell’uomo.
(Renzo Piano)

David Harvey, Città ribelli

Robert Park scrisse «la città è il tentativo più coerente e nel complesso più riuscito da parte dell’uomo di plasmare il mondo in cui vive in funzione dei propri desideri. E tuttavia, se da una parte la città è il mondo che l’uomo ha creato, dall’altra parte è anche il mondo in cui, da quel momento in poi, è stato condannato a vivere. Così, indirettamente e senza rendersi pienamente conto della natura del suo intervento, l’uomo costruendo la città ha ricostruito se stesso1».

Se ha ragione Park, la domanda sul tipo di città che vogliamo non può allora essere separata da altre domande sul tipo di persone che vogliamo essere, sui legami sociali che cerchiamo di stabilire, suo rapporti con l’ambiente naturale che coltiviamo, lo stile di vita che desideriamo e i valori estetici che perseguiamo. Il diritto alla città, quindi, è molto più che un diritto di accesso individuale o di gruppo alle risorse urbane: è il diritto a cambiare e a reinventare la città in base alle nostre esigenze. Inoltre, è un diritto collettivo più che individuale, dal momento che ricostruire la città dipende inevitabilmente dall’esercizio di un potere comune sui processi di urbanizzazione.

[…]

Dato che, come suggerisce Park, ancora non ci siamo del tutto conto del nostro compito, per prima cosa sarebbe utile riflettere sul modo in cui noi stessi, nel corso del tempo, siamo stati plasmati e riplasmati da un processo urbano che ha convogliato straordinarie energie sociali. […]

Ma l’urbanizzazione tanto spettacolare ha davvero contribuito al benessere umano? Ci ha reso persone migliori o piuttosto non ci ha fatto precipitare in un mondo di anomia, alienazione, rabbia e frustrazioni?

1 Park Robert, On social control and collective behavior, Chicago University Press, Chicago 1967

Luigi Fusco Girard, La città tra conflitto, contraddizioni e progetto

Che cos’è ,oggi, la città?

Certamente la città rappresenta il prodotto più alto del lavoro umano .E’ il luogo della creazione umana per eccellenza. La città rappresenta il progetto di vita che si costruisce insieme con l’altro. Esprime un progetto di umanità in termini di relazionalità. È l’espressione fisica, concreta, spaziale dell’idea di persona che si relaziona ad altre persone: dell’uomo nella sua dimensione relazionale. Così la città è nata e così ha vissuto per secoli.

E’ inoltre il luogo dove da sempre si concentra l’innovazione e dove si materializzano i processi di scambio più intensi: il laboratorio dove da sempre si sperimentano nuove soluzioni, dove si costruisce il futuro, perché c’è una maggiore propensione al cambiamento.

La città è il luogo della concentrazione. Cioè è il luogo in cui sono massime le interdipendenze. Nella città ogni cosa è collegata con qualunque altra cosa. Se questo è vero, ne consegue che nessun individuo può effettuare delle scelte senza che esse coinvolgano, direttamente ed indirettamente, il benessere di tutti gli altri individui.

PER APPROFONDIRE : Definire la città

In questa dispensa di sociologia dell’Università di Milano-Bicocca si ripercorre la storia della città attraverso l’individuazione di tre periodi ai quali corrispondono tre modelli ideali: la città pre-industriale (dal IV millennio a. C. fino alla Rivoluzione industriale), industriale (dalla rivoluzione fino al secondo dopo guerra) e post-industriale (epoca contemporanea). Tali astrazioni consentono di mettere in luce gli elementi (sociali, politici ed economici) fondamentali che contraddistinguono la città in ciascuna epoca storica, nel tentativo di darne una definizione attraverso il confronto tra i tipi ideali e la realtà empirica.

Nel documento si affronta inoltre il tema del processo di urbanizzazione, con un focus particolare sulla situazione europea e sulle caratteristiche della città in Europa.

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. 12 Novembre 2015

    […] Cos’è la città? […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *